venerdì 11 ottobre 2019

Matteo Ravagnati

Hello carissimi amici lettori. Come state? Se ne hanno da fare tre milioni quotidianamente.
Le gioie della vita.
In questo periodo ne ho diverse da fare, tra la scuola, il blog, nuove attività e così via dicendo.
Immagino di non essere l'unica in queste condizioni.
Sono stra felice di essere stata coinvolta nel gruppo di lettura organizzato da Paola❤
Oggi sono qua per presentarvi un nuovo autore: sto parlando di Matteo Ravagnati.
Vi lascio alla sua storia ma ...
Non anticipo via😂
Buona lettura

BIOGRAFIA: Sono un ragazzo di 24 anni, quasi laureato in sociologia, lavoro in una gioielleria come, suono l'organo, dirigo un coro, insegno pianoforte e storia della musica, per non farmi mancare nulla scrivo anche libri!
Molto spesso penso troppo, mi giro e un pensiero mi colpisce, sono sensibile a tutto ciò che le persone dicono e non dicono, leggo tra le righe, forse troppo, e anch'io parlo tra le righe. Molti dicono di me che sono esuberante ed eclettico, e forse hanno ragione, talvolta sono anche proprio folle!
Scrivo per esprimere la mia più intima interiorità.



E ora via alle domande.

CHIARA: Da quanto tempo scrivi?

MATTEO: Scrivo da molto tempo ma, c'è un grande ma... il tempo mi manca sempre, ho bisogno di prendere il tempo per me, per isolarmi dal mondo che mi circonda ed entrare nella mia testa per poter scrivere qualcosa. Ho sempre scritto quando ne avevo bisogno, è uno dei miei modi per vivere nel mondo. Scrivere è molto simile ad un'altra mia passione: la musica. Suono uno strumento un po' particolare: l'organo a canne. La scrittura è molto simile alla musica poiché è in grado di muovere le corde più intime di ciascuno, è in grado di emozionare, è in grado di far pensare e stupire. Non riesco a scrivere dietro "suggerimento" o su richiesta, perché nella mia scrittura ci sono io che comunico qualcosa, che libero le mie emozioni. La maggior parte delle volte che scrivo, piango, e credo che sia una cosa positiva o, almeno, lo è per me, perché chi mi ha visto mentre scrivevo mi percepiva come fuori dal mondo, e forse, un po', lo sono.

CHIARA: Come mai hai deciso di intraprendere questa avventura?

MATTEO: E oggi, come stai? è nato in una sola notte. Ma il primo libro che scrissi era nato per purissimo caso. Scrivevo una serie di pensieri confusi, sul treno di ritorno dall'università, per evitare di parlare continuamente con le persone che conosco, insomma a me piace molto chiacchierare, però, alcune volte, preferivo stare da solo e l'unico modo per far sì che potessi restare da solo era l'aprire il computer e scrivere. Una volta arrivato ad un centinaio di pagine chiesi di stamparle in un libro per poterlo tenere sul comodino, era pur sempre un mio gioiellino. Mi suggerirono di pubblicarlo, da qui nasce tutta la storia. Come rispondevo alla prima domanda, ho scelto di scrivere per esprimere me stesso, nel bene e nel male.

CHIARA: Ci sono degli autori a cui ti ispiri? Se sì, chi sono?

MATTEO: Non direi che ci siano degli autori a cui mi ispiro, piuttosto direi che mi ispiro alla vita, quello sì, ma non ad autori in particolare.

CHIARA: Sei a favore dell'editoria a pagamento?

MATTEO:  Assolutamente no! Bisogna però distinguere in almeno due modi gli scrittori: chi scrive per passione e chi scrive per arte. Pagare per pubblicare un proprio scritto non è emozionante e, soprattutto, non si è spronati a fare sempre bene e sempre meglio. Purtroppo però, il modo di ragionare delle case editrici non è solo quello artistico e divulgativo, ma ha un intento che è quello di vendere.

CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori.

MATTEO: agli aspiranti scrittori auguro solo una cosa semplice: siate sempre voi stessi ed esprimetevi al meglio, con la sublima arte, che possa far brillare i vostri occhi e gli occhi di chi vi leggerà.

CHIARA: Il titolo da dove è stato tratto?

MATTEO: Molto semplice ma profondo al tempo stesso. Il titolo "E oggi, come stai?" nasce semplicemente ed esclusivamente dalle prime parole del libro e dal filo conduttore. Il protagonista deve rispondere a questa domanda e lo fa pensando molto, per poi rispondere, banalmente, come facciamo tutti noi. E oggi, come stai? è una domanda alla quale siamo tutti chiamati a rispondere, anche con domande simili: "come va?", "da quanto tempo", "tutto bene?" ma che, in fin dei conti, potrebbero essere tutte la stessa cosa. In realtà a molti non importa davvero come stiamo e, in modo anche un po' provocatorio, perché era un periodo in cui alcune persone intorno a me iniziavano a prendere tutto per superficiale, volevo sottolineare l'interiorità di ognuno, anche se tutti noi cerchiamo di evitare di affrontare certi argomenti, certe paure, certi discorsi, certe emozioni.

CHIARA: Come mai sulla copertina un temporale?

MATTEO: La scelta della copertina è stata la più difficile di tutto il libro. Sul temporale ho poi scritto anche una poesia e sul temporale ho un aneddoto. Era tardo pomeriggio, avevo appena finito una giornata davvero pesante e che mi aveva sottratto tutte le energie possibili, camminavo a passo stanco e trascinato quando, per me all'improvviso, ma in realtà le nuvole erano già molto cupe e i lampi ben visibili, venivo colto di sorpresa dal temporale. Inutile dire che ero senza ombrello e mi bagnai completamente, e che passai tutto il tragitto in treno in piedi gocciolante, ma in quel momento, il tuono richiamò la mia attenzione e, guardandomi intorno mi fermai senza un apparente motivo, ma stavo pensando profondamente, la mia mente vagava e si domandava molte cose, si tormentava come l'abbattersi della pioggia del temporale, dei lampi e dei tuoni. Venni interrotto poi da un amico che mi chiese se andava tutto bene, mi vedeva bloccato nel bel mezzo di un temporale, senza ombrello, con una penna e un foglio in mano a scrivere. Effettivamente, riguardandomi in quei momenti, non risultavo molto una persona "normale", ma il temporale mi affascina moltissimo è come una carezza potente, che risveglia l'animo, che risveglia i sensi, che richiede attenzione. Lo vedo anche come una condizione interiore, una condizione umana di smarrimento, di pensieri, di curiosità, di emozioni. Un vortice di emozioni. La scelta, quindi, del temporale in copertina è per "svelare" un pochino le emozioni e l'angoscia del protagonista.

CHIARA: Si tratta di un'autobiografia?

MATTEO: Questa è la domanda più difficile in assoluto. Significa svelare a tutti, mettersi a nudo, esporre le proprie debolezze, presentare a tutti una sorta di persona trasparente nella quale sia possibile leggere tutto. Tutto ciò che prova, tutto ciò che sente, tutto ciò che vede attraverso i suoi occhi. Dire che sia completamente un'autobiografia non è corretto, è più giusto dire che ho preso spunto (tanto) da me, questo sì. Ma come dicevo nella scrittura ci sono io, e volente o nolente, anche un pezzo di me, una parte piccola o grande che entra prepotente nel libro, sia esso il protagonista o un dettaglio quasi irrilevante come il colore di una finestra o uno stridore di suoni, ma da qualche parte ci sono sempre io.

CHIARA:Cosa avresti voluto che il lettore recepisse dalla lettura del testo?

MATTEO: Vorrei che il lettore possa percepire un po' di emozioni, vorrei che chi legge possa riflettere su se stesso e vedere come si comporta nel corso della giornata e quante volte, anche distrattamente, chiede "Come stai?" e si sente chiedere "Come stai?". Vorrei che si possa vedere quello che fuori non si vede. Vorrei che il lettori provi delle emozioni e che si metta al centro l'uomo e non soltanto gli interessi. Ma vorrei tante altre cose, vorrei che tutti noi, anche senza leggere il mio libro, possiamo essere più attenti alle sensibilità altrui e che la smettessimo di far finta che vada tutto bene, esternare e comunicare è l'unica cosa che gli esseri umani sanno fare dalla notte dei tempi, linguaggio verbale, linguaggio non verbale, segni, simboli, suoni... tutto ciò è comunicare, ma le emozioni sono difficili da comunicare, un pianto può sembrare infantile o esagerato, arrossire ad un complimento o ad una esternazione è una cosa inusuale, eppure io arrossisco spesso, sentirsi bene è da trasmettere, ma è da trasmettere anche non sentirsi bene. Insomma vorrei che il lettore inizi a prendere consapevolezza della propria sensibilità e del proprio modo d'essere ma che, con gli stessi occhi, cerchi di vedere anche chi ha di fronte, come sta la persona con cui parla tutti i giorni, come sta la persona con cui prende una bevanda dopo una giornata, con cui ride, con cui si saluta e con cui non torna a casa e non vede quanto sia felice, o triste, o... quanto lo sia veramente.

CHIARA: Ci saranno altri libri?

MATTEO: Ne ho tre in cantiere, uno è in dirittura d'arrivo, gli altri sono ancora in alto mare. Al centro dei miei libri c'è sempre l'uomo e un po' di natura e, certamente, ci sono anch'io.

Ed eccoci qua. Giunti al termine di questa chiaccherata.
Ma mi raccomando... tenetevi pronti perché le curiosità su Matteo non sono ancora finite!
Intanto lo ringrazio davvero di cuore e ... ci si vede alla prossima.


Kicca

sabato 5 ottobre 2019

E oggi come stai?

Buongiorno a tutti cari amici lettori. Come state? Io ne devo fare letteralmente tremila e se possibile tutto fatto per il meglio. Ormai come sapete settembre se ne è andato, lasciando spazio al mese di ottobre. Meno male che questo mese qua a Lucca ci sono i Comics, dove non vedo assolutamente l’ora di andare per conoscere di persona delle blogger o youtuber che seguo da non so quanto tempo. Voi sapete già che cosa farete per la giornata di Halloween? Io non ancora.

Detto ciò mi cheto e lascio spazio al libro del quale voglio parlarvi oggi.

Buona lettura.


TITOLO: E oggi come stai?


AUTORE: Matteo Ravagnati


EDITORE: Youcanprint


NUMERO PAGINE: 96


PREZZO: 10€ cartaceo


VOTO: 3,5/5


TRAMA: Matteo ha un problema, è ipersensibile, percepisce molti più stimoli rispetto a tutte le altre persone. Si trova spiazzato da una banale domanda: "E oggi, come stai?". Non sa come rispondere a causa della tempesta interiore che continuamente affronta. Dagli amici pretende molta profondità e affetto, ma nessuno riesce ad arrivare al livello di profondità che Matteo pretende e per questo si sente tremendamente solo. In fin dei conti vuole solo un po' di amore. La luna a sinistra, il sole a destra, al centro l'arcobaleno e dietro di lui una tempesta, gli cambiano la vita nel tornado di mille emozioni e sentimenti. E oggi, come stai?


COMMENTO PERSONALE: Allora come è mia consuetudine ringrazio il gentilissimo autore per avermi dato la possibilità di leggere il suo libro. Spiego le ragioni del voto che chiaramente vogliono essere un aiuto a migliorare sempre di più. Nella lettura ci sono molte ripetizioni e diversi errori di sintassi e grammatica. Consiglio quindi una revisione completa del libro da un editor di fiducia. Lo stile è semplice. Quello che mi ha colpita è rivedermi spesso nei panni del personaggio protagonista Matteo. Ci assomigliamo veramente molto. Anche se chiaramente ci sono delle differenze. In che cosa mi ci sono rispecchiata? Beh, nel pessimismo. Io sono una che vive la vita in modo pessimistico, con poca fiducia in se stessa e verso il mondo esterno. Si può dire che si vada completamente d’accordo quando Matteo dice che non sia facile aprirsi completamente agli altri, più facile sicuramente è indossare una maschera. Mi ha colpita molto il fatto che l’autore voglia ricercare la sua anima e la sua interiorità, cercando di analizzare tutti i sentimenti possibili e immaginabili. Ma un’analisi accurata non può essere fatta se ogni momento si viene colpiti da tutto ciò che ci circonda.

Secondo me se il libro venisse riletto e approfondito sicuramente diventerebbe migliore.

Nonostante questo umile parere mi sento di consigliarlo.


Alla prossima avventura dear readers.





Kicca

venerdì 4 ottobre 2019

Simona Mendo

Buona sera a tutti cari amici lettori. Come state? Io come avrete potuto vedere dalle stories insommicchia. Ho un raffreddore che porta via e in settimana ho delle verifiche.
Le gioie di essere arrivate in quinta.
Scusatemi davvero se non sarò presente tanto quanto in estate ma giustamente viene prima la scuola e poi il resto.
Stasera vi volevo presentare una nuova autrice: si tratta di Simona Mendo.
Datele un'occasione e vedrete che sicuramente non ve ne pentirete!
Buona lettura.

BIOGRAFIA: Inizio a scrivere a 17 anni, per me, perché mi fa stare bene. In 23 anni sforno 3 romanzi e li chiudo in un cassetto (non è una gran media, lo so, ma vi ho dedicato la massima dedizione e penso di avere confezionato tre gioiellini). Per i 40 anni mi faccio regalare da mio marito la pubblicazione del mio terzo romanzo (quello più maturo, che tratta argomenti forti), affidandomi a una piccola CE della mia città che, però, si rivela subito una fregatura: zero editing, cover imposta e per niente accattivante, zero pubblicità, pochissima distribuzione, tanto che sono costretta a rimboccarmi le maniche per diventare "imprenditrice" di me stessa. Vengo a conoscenza dei gruppi Facebook e mi si apre un mondo che prima non conoscevo. Conosco la mia nuova CE, a cui propongo il mio primo romanzo ("Quel bacio al chiaro di luna"), quindi il secondo ("L'arcobaleno lunare"), nel frattempo sciolgo il contratto con la vecchia CE e conto di ripubblicare il mio terzo romanzo ("L'altra faccia -della luna") entro fine anno, ristabilendo l'ordine originario. Ho ottimi riscontri, mi trovo molto bene, sono seguita e sento di fare parte di un team. E ora mi godo i traguardi raggiunti e superati brillantemente.



E ora via con la chiaccherata vera e propria.

CHIARA: Da quanto tempo ti trovi nel mondo della scrittura?

SIMONA: Nel mondo dei social sulla scrittura bazzico da un paio d'anni, però scrivo romanzi da 25 anni, quando ero ancora una ragazzina.

CHIARA: Come mai hai iniziato a scrivere il genere rosa?

SIMONA:  Scrivo storie d'amore tormentate, perché sono quelle che vorrei leggere. I miei non sono proprio romance e ci tengo a sottolinearlo perché alcune lettrici sono rimaste spiazzate

CHIARA: Hai qualche autore del genere di riferimento?

SIMONA: Amo Lisa Kleypas e Colleen Hoover, due autrici che scrivono storie tormentate e appassionanti.

CHIARA: Come sei venuta a conoscenza della casa editrice Literary Romance?

SIMONA: Conoscevo Simona Friio, come admin di un gruppo di Facebook molto bello. Quando ha deciso di avviare la Literary Romance mi sono subito candidata con il mio primo romanzo. Ora a breve uscirà il terzo!

CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori

SIMONA: Io scrivo per passione, scrivo col cuore, e spero che nei miei romanzi questa passione si legga forte e chiara. Un augurio che posso fare è di mettere tutti se stessi in quello che si fa, perché solo così si può arrivare al cuore del lettore.

CHIARA:  Come mai hai scelto proprio l'arcobaleno lunare come titolo?

SIMONA: L’arcobaleno lunare, o arcobaleno bianco, è l’arcobaleno che si forma di notte. È un raro fenomeno ottico analogo all'arcobaleno, ma prodotto dalla debole luce riflessa dalla superficie della Luna invece che dalla luce solare. Di conseguenza, gli arcobaleni lunari spesso sembrano di colore bianco.
È tanto raro quanto affascinante perché, nonostante appaia bianco, in realtà racchiude in sé tutti i colori, ancora più splendenti. Bianca e Neemia, protagonisti de "L'arcobaleno lunare ", sono proprio come un arcobaleno lunare: racchiudono dentro se stessi mille colori, ma hanno paura di mostrarli alla luce del sole.

CHIARA: Dei personaggi che hai descritto... a chi ti senti più affine? Perché?

SIMONA: Mi sento molto affine a Bianca perché, anche se per motivi diversi, anch'io ho sofferto come lei.

CHIARA: Questo libro è un'autobiografia?

SIMONA: Non è un libro autobiografico ma è pieno di episodi della mia vita. Alcuni personaggi, come Andrea, l'amico del cuore di Bianca, esistono veramente. Nel caso di Andrea, ad esempio, ho mantenuto il vero nome,  dopo avergli chiesto il permesso.

CHIARA: Vuole mandare un messaggio importante : rischiare nonostante il passato, vivere davvero a trecento sessanta gradi. Ho interpretato correttamente il testo? Oppure il messaggio da mandare era un altro?

SIMONA: Dire che voglio mandare un messaggio è un po' troppo pretenzioso. Però molto lettori mi hanno detto di aver tratto molti insegnamenti dai miei romanzi e di questo non posso che rallegrarmi.

CHIARA: Ci saranno altri libri prossimamente?

SIMONA: A novembre uscirà il mio terzo romanzo,  "L'altra faccia della luna", un romanzo crudo e pieno di colpi di scena. Una storia che divora dentro e incolla alle pagine dalla prima all'ultima parola. Ho già terminato anche il quarto romanzo, è in lettura da una mezza dozzina di beta reader perché è un romanzo un po' diverso, con un finale complicato e voglio capire se la mia scelta verrà apprezzata. Dopodiché non so ancora quando lo pubblicherò... adesso comunque voglio pensare alla mia dolce e sfortunata Luna, che vi farà innamorare!

Ed eccoci giunti alla fine di questa avventura. Ringrazio apertamente Simona per il tempo che mi ha dedicato per la disponibilità.
Vi dico nuovamente di andare a sbirciare.
Datele un'opportunità.

Alla prossima avventura.



Kicca.

giovedì 26 settembre 2019

Royal kiss


Ciao a tutti cari amici lettori. Come state? Io tutto sommato bene dai. La scuola ormai è cominciata nuovamente e questo si vede bene dalle mie assenze qua sopra. Allora… cosa vi potrei dire di nuovo? Sicuramente ho una domanda per un progetto scolastico… Avete delle letture da consigliare per quanto riguarda la memoria e la legalità? Se si scrivetemelo vi prego. Poi se vorrete vi spiegherò nel dettaglio.

Detto questo sono tornata per fare una nuova recensione, visto che era un po'.

Buona lettura a tutti voi.


TITOLO: Royal Kiss


AUTORE: Lucia Cantoni


EDITORE: Self Publishing


NUMERO PAGINE: 282


PREZZO: 10,40€ cartaceo; gratuito su kindle unlimited


VOTO: 5/5


TRAMA: Una scommessa per provare a tutti il suo valore: solo questo rappresenta Liv per Tristan.
Lei è la facoltosa figlia di un conte, rinchiusa in una prigione dorata e con dolorose esperienze alle spalle.
Lui ha dovuto rinunciare a un’istruzione per lavorare come pescatore al fianco del padre per potersi permettere le costose cure psichiatriche della madre.
Liv è il suo riscatto personale in un gioco della seduzione che non prevede di mettere in campo i sentimenti… tuttavia, il destino ha spesso in serbo delle sorprese inaspettate; le loro sono anime affini nel dolore e che solo insieme possono trovare un nuovo equilibrio.
Eppure, i loro mondi sono tanto diversi, quanto inconciliabili e solo la forza del vero amore riuscirà a trasformare un semplice pescatore in un principe.

ESTRATTO:
"«Liv…» mormorò roco, causandomi la pelle d’oca, ma quella volta non ebbi paura di lui… quelle sensazioni ebbero tutt’altro significato. Era l’unico che il mio corpo non riconoscesse come una minaccia, che lasciasse avvicinare in quel modo.
«Frena, principessa, così mi uccidi…» nemmeno io sapevo cosa volevo da lui, desideravo solo averlo addosso; stringerlo talmente forte da farlo diventare parte di me, affinché andasse a colmare l’anima difettosa e rotta che era rimasta ad abitare il mio corpo.
«Toccami, Tristan, ho bisogno che mi tocchi, che mi insegni cosa vuol dire desiderare una persona.»"

Romanzo autoconclusivo.





COMMENTO PERSONALE: Allora devo ringraziare l’autrice di cuore per la bellissima dedica e avermi dato la possibilità di conoscerci al festival del romance. Io avevo già letto a suo tempo un libro di Lucia, e per averne conferma ne ho voluto leggere un altro stupendomi di più e facendo sì che confermassi il mio pensiero al riguardo. Ho adorato davvero un sacco questa storia, sia a livello di stile che la selezione accurata dei personaggi ( anche se devo ammettere che ad un certo punto sono quasi arrivata ad odiare il protagonista). Il romanzo si articola sui punti di vista dei due protagonisti, provenienti da strati sociali molto differenti: una, la dolce Liv, è la figlia di un conte. Lui, enigmatico e orgoglioso Tristan, è il figlio di un pescatore che ha dovuto fare del suo meglio e lavorare sodo per permettersi di pagare le cure della madre. A causa di una scommessa lui dovrà far sì che la contessina si innamori di lui e non faccia resistenze ad andare a letto. Forse il valore iniziale che lui attribuisce a lei è quello di una viziata, superficiale. Ma se ci si pensa bene sono i famosi stereotipi che anche al giorno d’ oggi vengono attribuiti. Il fatto sostanzialmente sta nel non conoscere l’anima della persona. Infatti appena Tristan capisce che sono solo apparenze allora…

Una storia d’amore coinvolgente e appassionante che riesce a colpire e tenere il lettore incollato alle pagine. Ve lo consiglio vivamente.


Alla prossima avventura.




Kicca

sabato 14 settembre 2019

De vita beata

Buongiorno a tutti carissimi amici lettori. Come state? Come state passando questi due giorni prima che comincino di nuovo tutte le attività e il tempo cominci a scarseggiare? Io per la prima volta sto davvero molto bene. Finalmente dopo tempo sono riuscita a realizzare un piccolo spazio su Youtube: mi chiamo vivere nei sogni con i libri. Ovviamente dovrete darmi tempo di migliorare sempre di più, ma sono convinta con il tempo che ce la farò.
Oggi sono qua per portare una nuova recensione. Una lettura di scuola che mi ha donato davvero tanto.
Buona lettura.
TITOLO: De vita beata
AUTORE: Seneca
EDITORE: Rizzoli BUR
NUMERO PAGINE: 110
PREZZO: 7 cartaceo
VOTO: 5/5
TRAMA: Il tema della felicità, nei suoi rapporti con la libertà e la virtù. Il tono, dapprima pacato, si accende di partecipazione e passione. Da un lato l’accesa autodifesa di Seneca contro le accuse di aver accumulato un’ingente patrimonio grazie all’amicizia di Nerone; dall’altro si insinua il problema cruciale del rapporto tra il saggio e l’autorità imperiale. Seneca chiarisce come sia possibile per il saggio mantenere la libertà dello spirito in un regime autocratico e di come anche il sovrano debba attenersi a precise regole di correttezza, perché proprio il rispetto della libertà altrui è componente essenziale dell’esercizio del potere. Nel saggio introduttivo Alessandro Schiesaro ripercorre il pensiero di Seneca mettendone in risalto il carattere contemporaneamente speculativo e apologetico.


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COMMENTO PERSONALE: Non avendo ancora studiato questo autore a scuola proverò a trasmettere quello che mi ha lasciato. Intanto come premessa, ci terrei a ringraziare davvero la mia insegnante di italiano. Non so il motivo esatto, ma tutte le volte che seguo i suoi consigli di lettura (nonostante questa fosse obbligata) resto senza parole. Seneca indubbiamente è una colonna della civiltà romana e in questo suo trattato come vedete dalla trama, tratta della felicità. Essa dovrebbe essere secondo me l’aspirazione di ogni essere umano, per trovare un fine alla propria vita, altrimenti che cosa dovrebbe essere? Rimango esterrefatta dalla potenza di questo discorso a riguardo e mi domando spesso come sia possibile che già uomini di un tempo avessero capito tutto quanto e che noi stiamo semplicemente ignorando o distruggendo. Questa ricerca della difficoltà come afferma lo stesso autore nel primo paragrafo è veramente complessa:
“Fratello Gallione, tutti vogliono vivere felici, ma quando si tratta di veder chiaro cos’è che rende felice la vita, sono avvolti dall’oscurità. Ed è così difficile raggiungere una vita felice ce più la si ricerca con affanno, più ci se ne allontana, se si è fuori strada.”
Il lessico potrebbe apparire abbastanza lineare ma vi assicuro che non sia così. Dopo averlo letto penso che proverò ad essere davvero felice e cercare la mia strada e la mia vita felice. Ma come tutto è una sfida: se accettata bisogna incorrere in numerosi rischi e pericoli, cadere, rialzarsi, lottare sino alla morte. Secondo me dovrebbe essere un testo che tutti dovrebbero avere in casa.
Detto ciò ovviamente lo consiglio a chiunque, anche se mi rendo conto che l’invito sia rivolto più ad un pubblico adulto.
Alla prossima avventura amici.




Kicca

giovedì 12 settembre 2019

Laura Vanesa Morgano

Buongiorno a tutti carissimi amici lettori. Tra quattro giorni purtroppo per me si ricominciano le attività quotidiane. Quindi mi sto godendo questi ultimi giorni di letture spassionate cercando anche di caricare il più possibile. Voi cosa state leggendo di bello in questo periodo? Io sto leggendo La Rosa Bianca di serpente di Greta Guerrieri e il De vita beata di Seneca. Dopo questo penso che inizierò la Guernica di Carlo Lucarelli. Oggi sono qua con voi per presentarvi una nuova autrice: parlo di Laura Vanesa Morgano.
La ringrazio davvero di cuore per avermi regalato parte del suo tempo.
Buona lettura a tutti voi.


BIOGRAFIA: Laura Vanesa Morgano
Nata in Colombia
Venuta in Italia nel 2008
Sono stata adottata da genitori italiani insieme a mia sorella più piccola
Sin da quando avevo 11/12 scrivevo, racconti poi verso i 16 anni ho iniziato a scrivere poesie e ho preso coscienza del fatto che la poesia è la mia arte. Ho partecipato a qualche concorso fino ad arrivare all pubblicazione tramite la casa editrice booksprint.



Adesso via con le domande:

CHIARA: Perché hai deciso di iniziare a scrivere?

LAURA: In realtà non ho mai deciso di fare la scrittrice, avevo in mente di fare la maestra, un giorno però ho deciso di tentare il percorso da scrittrice, affidandomi un po' alla sorte e un poco a Dio ed è così che ho scelto questo cammino. Come è scritto anche dietro la copertina del libro " Ho iniziato a scrivere per cercare risposte del mio passato che non avevo avuto perché nessuno me le aveva spiegate, ho scritto per conoscermi, per amarmi e per perdonarmi e perdonare. In questo libro ho messo tutto di me, ogni singola ferita, ogni singolo dolore, ogni singolo momento del mio passato e del mio presente. Scrivendo sono riuscita a darmi risposte che mi hanno salvata."

CHIARA: Chi sono i tuoi scrittori preferiti?

LAURA: Se parliamo di attualità, per quanto riguarda la poesia leggo e mi appassionano molto ai temi trattati da RUPI KAUR, ho diversi libri di Pablo neruda ed Emily Dickinson.

CHIARA: La poesia non è proprio un genere comune. Come mai hai deciso di trattarla?

LAURA: Intorno ai 14 anni ho iniziato ad approcciarmi alla poesia e attraverso questa riesco a descrivere meglio ciò che provo, puoi dire tutto senza dire nulla. È misteriosa ma anche tagliente, può riferirsi a qualcuno/qualcosa in particolare o niente/ nessuno.

CHIARA: Avevi immaginato che un giorno saresti arrivata alla pubblicazione?

LAURA: in realtà ho sempre sognato una possibile pubblicazione ma non ci ho mai creduto fino in fondo, poi un giorno ho deciso di tentare un concorso e ho iniziato a vedere che qualcuno apprezzava ciò che scrivevo e così ho iniziato a crederci anche io.

CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori.

LAURA: Auguro agli aspiranti scrittori di CREDERCI, e soprattutto di non abbattersi, di lottare anche se il mondo sembra non apprezzare l'arte e la scrittura.  Un artista non può, per quanto ci provi, annullare la sua creatività e se questa viene soffocata il mondo diventa vuoto" (mia poesia)

CHIARA: Come è nato il titolo di questa breve raccolta?

LAURA: Il titolo è per metà in lingua spagnola e per metà in lingua italiana che combina insieme la mia doppia nazionalità italo-colombiana.

CHIARA: Le poesie che hai scritto sembrano molto personali ed intime… le hai vissute sulla pelle?

LAURA: Come ho detto anche in un altra domanda, la poesia ha questo aspetto meraviglioso : può sembra qualcosa e crea molte fantasie. Può darsi che alcune cose le abbia vissute come può darsi che le abbia semplicemente spiegate immedesimandomi.

CHIARA: Come mai la scelta di alcuni titoli in spagnolo?

LAURA: La risposta alla domanda 6 penso vada bene anche per questa.

CHIARA: Avresti voluto mandare un messaggio con questa raccolta di poesie oppure tutto lasciato all'interpretazione del lettore?

LAURA: Mi piacerebbe che il lettore facesse sua ogni poesia e ci vedesse qualcosa di proprio.

CHIARA: Ci saranno altri libri?

LAURA: Spero vivamente di sì, vediamo come va questo, qualcosa da parte già la ho.
Ed eccoci qua, giunti in fondo a questa chiaccherata. Grazie ancora a Laura per il tempo che mi ha dedicato. Spero che anche voi amici andiate a leggere il suo libro perché merita davvero molto.

Alla prossima avventura.



Kicca.

Cover reveal: Frozen in love

Oggi carissimi amici lettori ultima tappa del Cover reveal. Si tratta di una card realizzata appositamente dalla bravissima Alice di @libriinunmondorosa 😍😘
Inoltre vi lascio l'estratto.
Ricordatevi anche che da oggi il libro di @silviacivano è in preorder!

Cosa state aspettando?



Estratto:

Quando ci fermammo, stavamo ansimando. Goccioline di sudore scendevano sulla sua fronte e in quel momento, se possibile, mi sembrò ancora più bello di prima. Lui mi lanciò uno sguardo complice con i suoi grossi occhi azzurri e per un po’ non disse nulla. Non so cosa mi aspettassi, ma rimasi delusa quando si allontanò da me. Passandosi una mano tra i capelli, abbassò lo sguardo, come se fosse a disagio. Poi alzò gli occhi e li fissò nei miei, chinò la testa di lato e iniziò a scrutarmi intensamente. Mi chiesi a cosa stesse pensando.

«Tu lo sai cosa è un toe-loop?», domandò Kevin. Sembrava ansioso di conoscere la risposta.

Cercai di riordinare in fretta le idee per poter rispondere a quell’insolita domanda. Ma in fin dei conti, ogni cosa era stata insolita in quel nostro incontro.

«No… Io… non ne ho idea», risposi disegnando minuscoli cerchi sul ghiaccio con la punta dei pattini.

«Dici sul serio?»

Sembrava incredulo. Poi la sua espressione mutò: era

un misto di ansietà e contentezza. Non capivo dove volesse arrivare.

«Mai sentita questa parola», confermai.

Kevin alzò le sopracciglia.

«Allora non conosci nemmeno i nomi degli altri salti. Eppure…». Si bloccò. Sembrava confuso, felice, persino intimorito. D’un tratto diventò un altro, i suoi occhi si fecero seri. «Senti, ti va di uscire stasera?».   

Matteo Ravagnati

Hello carissimi amici lettori. Come state? Se ne hanno da fare tre milioni quotidianamente. Le gioie della vita. In questo periodo ne ho d...