lunedì 23 novembre 2020

Andrea Bes

Hello carissimi amici. Come state? Io abbastanza bene dai, non mi lamento. Il tempo sembra non essere mai dalla propria parte. In questo periodo mi sento a volte euforica, altre volte un po' come il cielo grigio e cupo. Una mia peculiarità oserei dire. Questo novembre sta procedendo velocemente. Manca davvero poco per il secondo esame universitario. Ce la metterò davvero tutta. Ora la smetto di blaterare e vi presento un nuovo autore: Andrea Bes. Il suo primo libro parla di un argomento davvero toccante e lo ringrazio di cuore per avermi dato la possibilità di scoprirlo.
Buona lettura. 

 BIOGRAFIA: Andrea Bes, nato a Torino nel 1975 e residente a Giaveno (TO). Affetto da SMA III (Atrofia Muscolare Spinale, di tipo tre). Diplomato in ragioneria. Scrittore; ha pubblicato un primo libro intitolato “La battaglia contro il nulla” ed, in seguito, un libro fotografico (in collaborazione con altri autori) intitolato “Giaveno c’era una volta”, alcuni racconti in due edizioni di “Racconti dal Piemonte” ed un romanzo fantasy dal titolo “L’incanto della luna rossa”. Collabora col sito on-line www.DisabiliNews.com, sito nel quale pubblica articoli sulla sua rubrica intitolata “Caffè Disabili”. Gestisce inoltre un suo blog Facebook: “Andrea Bes – Disabili a 360 gradi”. Parecchio attivo nella vita sociale della sua città; collabora con la Pro Loco e segue, su incarico del Sindaco, la problematica sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Fa parte della Consulta per le Malattie Neuromuscolari del Piemonte e Valle d’Aosta in rappresentanza dell’Associazione ASAMSI. 

 Ora come di consueto ecco a voi le domande.

 CHIARA: Da quanto tempo sei nel mondo della scrittura? 

ANDREA: Sette, otto anni circa. 

CHIARA: Quale era il tuo sogno nel cassetto da ragazzo? 

ANDREA: Non ho mai avuto un sogno in particolare, forse perché la mia disabilità mi ha fatto rimanere sempre con i piedi ben piantati a terra.

 CHIARA: Vorrei che ci dicessi qualche cosa di più sulla SMA, meglio conosciuta come atrofia muscolare spinale.

 ANDREA: SMA, acronimo inglese di Atrofia Muscolare Spinale, è una malattia che priva le persone della forza muscolare colpendo le cellule nervose nella spina dorsale, portando via loro la capacità di camminare, mangiare o respirare. È definita “atrofia” perché questo è il termine medico utilizzato per indicare la diminuzione di volume di un tessuto o di un organo (che è quello che generalmente succede ai muscoli non attivi); il termine “muscolare” indica che primariamente colpisce i muscoli che non ricevono il segnale dai motoneuroni; è definita “spinale” perché le cellule colpite originano nella spina dorsale. Classificazione delle varie forme di SMA: c’è una grande variabilità nell’età di esordio, nei sintomi dell’Atrofia Muscolare Spinale e nella sua progressione e queste caratteristiche vengono usate per classificare la SMA in quattro tipi basati sulle tappe fisiche fondamentali raggiunte, anche se nella realtà ogni individuo presenta piccole variazioni rispetto a quanto è proposto dalla classificazione tradizionale: SMA 1, SMA 2, SMA 3 o l’età adulta SMA 4. Esistono altre tipologie di SMA che però dipendono da alterazioni genetiche diverse. Vengono comunque classificate come atrofie muscolari spinali in quanto i segni clinici sono simili alla SMAcausata da delezione in omozigosi del gene SMN1. 

CHIARA: Come hai preso la notizia di soffrire di SMA?

 ANDREA: In realtà la diagnosi venne stata fatta quando avevo circa due anni quindi non me ne resi conto. Diciamo piuttosto che mi sono abituato alla malattia col tempo, ci sono cresciuto quindi l’ho vissuta come una cosa quasi naturale. 

CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori. 

ANDREA: Di poter sempre scrivere ciò che gli piace senza mai doversi piegare a compromessi. 

CHIARA: Come mai questo titolo? 

ANDREA: Il titolo è una metafora di ciò che vivo quotidianamente come disabile; ogni azione quotidiana, anche la più elementare, è per me una battaglia ma per una persona normodotata questo è difficile da concepire; vestirsi, prendere un bicchiere nell’armadio, aprire la bottiglia, eccetera sono tutte azioni che chiunque svolge senza rendersene conto ma per me sono estremamente complicate, una “battaglia quotidiana” appunto. 

CHIARA: La disabilità la consideri più un pregio o un difetto?

 ANDREA: È inutile nascondersi, principalmente è un difetto perché ti preclude molte cose, negandoti molte gioie e soddisfazioni. Se devo però trovare un pregio nella disabilità è quello che essa ci rende più tenaci, mai arrendevoli.

 CHIARA: Nella tua raccolta di racconti se dovessi scegliere il racconto nel quale ti rispecchi costantemente e in modo maggiore, quale sarebbe? 

ANDREA: “La battaglia contro il nulla”, “Gli sbalzi energetici” e “La vita scomoda”.

 CHIARA: Come mai hai voluto raccontare la tua storia? 

ANDREA: È nato casualmente, non avevo previsto di scrivere un libro che parlasse di me né tantomeno che parlasse di disabilità. Per un evento nella mia città scrissi il brano “Il mio miglior nemico”, dopodiché fu la mia editor che mi spinse a scriverne altri. Racconto dopo racconto, il numero era diventato tale che mi venne proposto di raccoglierli tutti e pubblicarli e io accettai. 

CHIARA: Ci saranno altri libri prossimamente? 

ANDREA: Ce n’è già un altro, uscito ad agosto, intitolato “L’incanto della luna rossa” ma l’argomento è tutt’altro. Come ha spiegato nella risposta precedente non era mia intenzione parlare di me o della disabilità, ciò che volevo scrivere sin dal principio erano romanzi di genere fantasy. Dunque ho deciso di intraprendere questa strada, che è anche il mio sogno, e ho pubblicato questo mio primo romanzo fantasy.

 Ed eccoci qua giunti al termine della nostra chiacchierata. Ringrazio ancora di cuore Andrea per il tempo che mi ha voluto dedicare. Grazie a tutti voi per supportarmi e seguirmi. Vi voglio un mondo di bene. Alla prossima avventura Kicca

sabato 21 novembre 2020

La battaglia contro il nulla

Hello carissimi amici lettori. Come state? Io abbastanza bene dai, non mi posso affatto lamentare. Novembre ormai è quasi giunto al termine e sta per lasciare il posto ad un mese che tutti non scorderanno mai, in modo particolare per questo anno. Penso che tutti abbiamo bisogno di ricordare il natale grazie alla gioia e la speranza. Dunque ho un progetto in mente che magari svelerò poi più avanti. Detto questo vi lascio la recensione di questa raccolta di racconti, con una tematica a me cara. 

Buona lettura.

 TITOLO: La battaglia contro il nulla 

AUTORE: Andrea Bes 

EDITORE: Echos Edizioni 

NUMERO DI PAGINE: 160 

PREZZO: 12,00€ cartaceo ( su amazon 8,40€) 

VOTO: 4,5/5 


 COMMENTO PERSONALE: Ringrazio davvero di cuore il gentilissimo autore per avermi omaggiato della propria opera. Una raccolta di racconti davvero significativa poichè al suo interno è possibile affrontare il tema della disabilità sotto più punti di vista. In modo particolare è la biografia dell’autore che è stato colpito dalla SMA, ossia l’atrofia muscolare spinale ( non entro più nel dettaglio anche perché poi sarà un tema affrontato nell’intervista). Quello che fa piuttosto male da leggere è capire quanto queste persone si sentano sole ed escluse dalla società poiché difficilmente riescono ad essere come le persone normodotate. Ma in un certo senso da quello che traspare e ne sono fermamente convinta, nonostante tutte le avversità ti aiuta a crescere e maturare. Io sono una ragazza che ammira molto queste persone perché penso di non avere la loro forza di volontà. Penso che probabilmente mi lascerei sopraffare sia dalla negatività che dalle emozioni derivanti. Nel libro di Andrea si capiscono veramente un sacco di aspetti sia legati alla sua esperienza personale che sul sentimento comune di altre persone come lui. Una cosa che ho apprezzato moltissimo è sicuramente l’umiltà e non fuggire dall’aiuto. Ve lo consiglio davvero caldamente e vi consiglio anche di leggerlo lentamente per poter assaporare e apprezzare sempre più le parole. Ed eccoci qua, ancora una volta giunti al termine di questa nuova recensione. Ringrazio ancora di cuore l’autore. Chi di voi lo conosceva già? Che cosa ne pensate sul tema della disabilità? Ditemi la vostra. Alla prossima avventura. Kicca.

sabato 14 novembre 2020

Mietta Maccuro

Hello carissimi amici. Come state? Io abbastanza bene dai, non mi posso affatto lamentare. Questo mese di novembre sta galoppando molto velocemente. Purtroppo anche la Toscana è diventata zona rossa e già da domani partiranno le nuove restrizioni. Ma nonostante tutto cerco di non pensarci e immergermi sempre più in quello che amo fare: la lettura e la scrittura. Oggi dopo parecchio tempo vi porto a conoscere una nuova autrice: Mietta Maccuro. La ringrazio davvero di cuore per il tempo che ha deciso di dedicarmi. Non mi resta che augurare a tutti voi buon sabato e buon fine settimana. 

Buona lettura 

BIOGRAFIA: Mietta Maccuro nasce nel 1971 a due passi dal mare pugliese. Moglie e mamma di tre figli, innamorata da sempre dei libri, a undici anni inizia a riempire quaderni di fantasiose storie che conserva in un cassetto. La scoperta di Wattpad ha cambiato le sue prospettive aprendola a nuovi e inaspettati desideri. Solo Tua è il suo romanzo d’esordio. 

 Ora come sono solita fare… via con le domande! 

CHIARA: Da quanto tempo sei nel mondo della scrittura? 

MIETTA: Scrivo da che ho memoria. Ma il ricordo più vivido risale alla scuola media quando pregai mia nonna, dalla quale mi recavo ogni giorno, di lasciarmi una stanza dove poter allestire una specie di club che, insieme a due amiche di scuola, intitolammo delle piccole scrittrici. L’ispirazione nacque dopo aver letto Piccole donne con Jo che ci faceva da mentore. Un tavolo, un Portapenne fatto con il das, un bicchiere con dentro fiori freschi raccolti dal terrazzo, e tanti block notes bianchi sui quali scrivere storie fantasiose. Da quel momento non ho più smesso. 

CHIARA: Cosa ti ha spinta a scrivere? 

MIETTA: Le storie si sono sempre formate da sole nella testa. Sono loro, immagini che appaiono come flash, che premono e implorano di venir fuori e prendere vita. Io ho solo assecondato un bisogno irrefrenabile. In questo ha nfluito notevolmente, e da sempre, l’amore per i libri e per la lettura. 

CHIARA: Descriviti con tre aggettivi specificando la scelta fatta 

MIETTA: Questa è la domanda più difficile di tutte. Creativa: al pari della scrittura riesco con immediatezza in tutto ciò che prevede un processo creativo. Mi basta un nulla per partire con la fantasia che si trasforma in pratica. Positiva: il lato buono delle persone e delle cose è ciò che cerco e trovo, o almeno ci provo. In ogni situazione anche in quella più tragica e destabilizzante c’è il lato positivo. Ci credo fermamente. Curiosa: amo cercare quello che non conosco, anche la cosa più stupida, ma è questo che mi spinge a guardare ciò che mi è intorno con occhi sorpresi e incantati. Purtroppo, la mia memoria non aiuta a trattenere tutto ciò che scopro. 

CHIARA: Ti aspettavi tutto questo calore? 

MIETTA: Grazie per questa domanda perché mi permette di ringraziare tutte voi blogger che state prendendo parte al Review Party di SOLO TUA e anche chi deciderà di dare una possibilità al mio libro. Sinceramente ci speravo, davvero tanto. Ero convinta che qualcuno, prima o poi, avrebbe apprezzato ciò che Karen e tutti i personaggi della mia storia avevano da dire. È stato difficile ascoltare e metabolizzare le critiche perché nella prima versione del libro c’erano diversi punti che rendevano prolissa e poco convincente la forma della storia. Non mi sono scoraggiata. Ho fatto tesoro di ogni parola e ho ricominciato, a distanza di appena due mesi dall’uscita del romanzo, con una revisione approfondita, prima di un editor, poi di tre beta carissime per poi rivederla personalmente. Mi sono impegnata tanto e credo di aver fatto un buon lavoro. E per tornare alla domanda, sulla quale ho divagato come mio solito, anche se ci speravo ero terrorizzata e non ero pronta alle dimostrazioni positive che sto raccogliendo. 

CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori. 

MIETTA: Ci saranno momenti in cui l’ispirazione mancherà, vi sentirete aridi, vuoti, bloccati, disperati, corrosi dal desiderio di scrivere, ma le parole non arriveranno. Non cedete alla tentazione di smettere: se l’avete dentro, se è parte di voi non sarà possibile abbandonare la scrittura. Siate pazienti, molto pazienti. Non mettete fretta all’ispirazione. Arriverà quando sarà lei a volerlo, senza chiedervi il permesso. È Lei che comanda. Siate parole sempre vere, sempre sentite. Scrivete col cuore. 

CHIARA: Quanto c’è di te in ogni personaggio descritto? 

MIETTA: Il 100%! Il che non significa che la storia sia autobiografica, domanda che si pone ogni lettore ogni volta che legge un libro, ma che ogni personaggio esprime una parte ben precisa di ciò che sono o di ciò che vorrei essere. Io sono Karen, ma sono anche Josh, Leslie, Diane e persino Jack. Perché mi sono immedesimata in ognuno e ho fuso i miei pensieri e le mie emozioni con quelle che percepivo del personaggio. 

CHIARA: Se tu dovessi scegliere chi saresti?

 MIETTA: Sono indecisa. Leslie se fossi donna. È il mio opposto e l’ammiro per la sua forza d’animo, l’esuberanza e l’energia che dimostra in ogni occasione. Ma vorrei essere Josh, se fossi uomo. Ho riversato il mio ideale di uomo in lui e i suoi modi, il suo essere così estremo, così al limite, a volte, è il modo di amare che mi piacerebbe mostrare nella realtà. 

CHIARA: Vorrei che svelassi qualche cosa di più sul passato di Diane. 

MIETTA: Sai cosa? Mi hai fatto venire in mente che potrei scriverne una novella o un capitolo che racconti il suo passato, magari qualcosa di più anche sul papà di Karen e Leslie. Quindi svio la domanda. Ma ti svelo qualche dettaglio. La scena del prologo è ispirata alla mia vita quotidiana. Karen a dieci anni è la rappresentazione di mia figlia maggiore. I nostri dialoghi erano come quello descritto. 

CHIARA: Come mai continuare ad illudere quando si è capito che non si è corrisposti? Cosa trattiene dal dire la verità?

 MIETTA: Ringraziamo Jack per averti suggerito la domanda! E anche questa non è semplice, e faccio una piccola premessa cercando di non fare spoiler (perdona la mia prolissità, un mio grave difetto!). Guardare le storie da spettatore credo sia semplice, e ci si ritrova a commentare come davanti a un film: “Ma che fai? Perché non lo molli? Ti darei due sberle! Vediamo se ti svegli! Che razza di decisione è questa? Ma sei pazza! Io avrei fatto così e a quest’ora sareste tutti felici e contenti!” Ecco, cose così. Vivere quella storia, in quel preciso momento, è il risultato di scelte e situazioni nelle quali a volte ci si perde. Influiscono i caratteri in modo determinante. Quindi, se Jack e Karen sono bloccati in una relazione che non soddisfa entrambi dobbiamo far riferimento al loro vissuto non solo di coppia. Sarebbe stato facile se Karen avesse preso un’altra decisione dopo pochi anni di matrimonio o addirittura prima. Sarebbe stato giusto se Jack dopo aver tanto cercato ciò di cui aveva bisogno senza trovarlo, avesse rivelato la realtà dei fatti e continuato per la sua strada. Ma sarebbe stata un’altra storia, non quella che ho scelto di raccontare. Perché se facciamo attenzione, al giorno d’oggi molte relazioni vengono vissute così, lasciando andare la barca alla deriva, vivendo senza vivere, rimandando scelte che potrebbero renderci felici. Perché a volte si ha paura di scegliere la felicità. I libri sono pieni di personaggi scomodi e chi scrive non può presentarne sempre e soltanto di positivi. La mia storia poi, è molto romantica, ha l’elemento sogno e magia che satura le pagine. Il rapporto di Jack e Karen è la mia personale visione realistica della vita di coppia che ho contrapposto alla parte romantica. 

CHIARA: Ci saranno altri libri prossimamente? 

MIETTA: SOLO TUA è una trilogia. Quindi, chi termina la lettura del primo libro con la voglia di far fuori l’autrice abbia pazienza! Non ha letto il finale! Posso anticiparvi alcuni dettagli dei libri seguenti che completano la storia. Il secondo volume è già scritto, ma ha bisogno di una importante revisione in quanto risale a diversi anni fa. Continuerà le vicissitudini di Karen e Josh, sarà sempre in terza persona, ma questa volta solo dal punto di vista di Karen arrivando alla conclusione della storia. Il terzo volume invece sarà scritto in prima persona e solo dal punto di vista di Josh: riprenderà le vicende del secondo libro dando risposte a ciò che non è stato mostrato perché vissuto solo da Karen. Anche questo è già scritto, ma non concluso. Spero di cuore di riuscire a tornare con il secondo volume per la metà del prossimo anno.

 Eccoci qua in fondo a questa meravigliosa chiacchierata. Ringrazio davvero di cuore la gentilissima autrice per avermi dedicato del tempo. Leggetela perché vi lascerà a bocca aperta proprio come sta facendo con me. Devo ammettere di essermici anche ritrovata parecchio.

 Alla prossima avventura. 





 Kicca

venerdì 13 novembre 2020

Solo tua

Salve a tutti carissimi amici lettori. Come state? Scusate per il semi silenzio di questi giorni ma la vita corre frenetica e concitata. Non so veramente come fare  con il tempo. Ma in questa giornata ho avuto questa bellissima occasione e oggi ve ne parlo con il cuore colmo di gioia.

Buona lettura.

TITOLO: Solo tua

AUTORE: Mietta Maccuro

EDITORE: Self-publishing

NUMERO PAGINE: 509

PREZZO: 13,90€ cartaceo; 1€ ebook

VOTO: 5/5


COMMENTO PERSONALE: Parto con il dire che non sarò mai grata abbastanza a questa autrice per avermi coinvolta nel review party di questa opera d'arte. Non pensavo che potessi farcela a terminare la lettura ed invece eccomi quà. Con grande gioia, dolore e passione vorrei provare a trasmettervi parte di ciò che questa meraviglia mi ha trasmesso. Mi è capitato di leggerlo in un momento alquanto delicato ossia questo è la sua forza si è abbattuta su di me come un uragano in tempesta. Mi sono domandata se fosse in un certo senso un segno provvidenziale, ma sono certa che non sia così. Karen e Josh sono riusciti a segnarmi, a marcarmi. Come anche Leslie e Jack. Una storia d'amore così viscerale e irrazionale che va oltre ogni tipo di immaginazione. La storia prende avvio da un sogno che rimane un punto di riferimento per la piccola Karen. La madre Diane era davvero poco propensa a crederle: "Come fa una bambina a soli 10 anni a conoscere il vero significato della parola amore?".
Ma Karen è sempre rimasta fedele al suo principe di miele, sino a quando ha incontrato Jack.
La realtà fa male e...
Leslie la sorella minore ha una certa esperienza con i ragazzi e aspetta il vero amore.
Il fato vuole che riescano a d andare per una settimana alle Hawaii e il danno è fatto.
Josh, un giovane addetto all'albergo ha sempre sognato la sua dea, senza però riuscire a vederne il volto... Posso immaginare l'atroce sofferenza. Quando due anime sono predestinate è impossibile arrestare.
Dal loro primo incontro tutto cambia e da una melodia stonata nasce una vera e propria sinfonia, un'armonia che regna sopra l'universo.
Affamati, voraci, bisognosi l'uno dell'altro Karen e Josh ci portano nella loro vita facendoci ridere, piangere, arrabbiare persino.
Un libro pazzesco che tutti devono assolutamente avere nelle proprie librerie. Ho scritto tutto questo a caldo, subito dopo aver terminato la lettura.

Ed eccomi quà, giunta in fondo a questa incredibile avventura. Vorrei dire solo un grazie sincero e profondo. Mi sento come una bambina che ha ricevuto la sua caramella ma ne ha nuovamente bisogno.
Una scoperta pazzesca.

Alla prossima avventura.



Kicca. 

martedì 10 novembre 2020

Alessandro Petrelli

Hello carissimi amici. Come state? Avete passato bene questa festività di Halloween? Io sono stata a casa con i miei famigliari e niente di che. Per le gioie di tutti. Penso che la situazione sia abbastanza drastica per i contagi e i contagiati. Per questo motivo secondo me bisogna sentirci e stare sempre più vicini. Uno dei mezzi di comunicazione che ci permettono di fare ciò è chiaramente la tecnologia. Detto questo sono qua per presentare Alessandro Petrelli. 

Buona lettura 

 BIOGRAFIA: Alessandro Petrelli è nato a Lecce il 19 aprile 1990 e vive a Bolzano, dove lavora come fisioterapista. Appassionato da sempre di arte, e in particolare di letteratura, scrive il suo primo romanzo “Oltre la finestra” nel 2015, pubblicato il 15 febbraio 2016 da Lettere Animate editore ed eletto tra i 5 migliori esordi dell’anno dal Blog Letterario Liberovolo. Con Lettere Animate pubblica anche il suo secondo romanzo “Trauma”, un thriller psicologico, ripubblicato da Pubme (collana Human) in una nuova edizione insieme a un racconto breve dal titolo “Lettere da una fan”. Durante la stesura del terzo romanzo si concede una piccola pausa e decide di accumulare gli aforismi e i pensieri scritti durante gli anni e di formarne una raccolta, intitolata poi “Autoritratto” ed edita da Giuliano Ladolfi. Per il 2021 si prospetta l’uscita del suo terzo romanzo e la pubblicazione di un nuovo racconto del genere Dark Fantasy intitolato “La strana estate di Oliver Mills”. 

 Ed ora come consuetudine… via con le domande! 

CHIARA: Da quanto tempo sei nel mondo della scrittura? 

ALESSANDRO: Dal 2015, anno in cui ho scritto il mio primo romanzo intitolato "Oltre la finestra", un thriller psicologico ambientato sulla costa adriatica del Salento.

CHIARA: Da che cosa ha avuto origine il tuo libro? 

ALESSANDRO: Autoritratto" è una raccolta di aforismi e poesie che ho scritto durante gli anni. Ognuno di essi è nato per caso, in un momento in cui ero avvolto dai pensieri. Quando ho avuto un periodo di pausa, tra il secondo e il terzo romanzo, ho deciso di fermarmi e di mettere ordine. Così ho accumulato tutti i pezzi in una raccolta e l'ho spedita alle case editrici.

 CHIARA: Lo hanno apprezzato in tanti? 

 ALESSANDRO:Be', c'è un dato importante di cui tener conto, ovvero che i libri di aforismi sono poco acquistati e poco letti. Ho avuto molti più lettori con i romanzi, senza ombra di dubbio, ma era una conseguenza che mi aspettavo e che non mi ha provocato nessun senso di delusione. Certo, l'impatto che un aforisma o una poesia possono avere su un lettore è molto più forte di quello scaturito da un romanzo, e questo l'ho notato bene.

 CHIARA: Consiglia tre titoli di libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita.

 ALESSANDRO: Il piccolo principe", "Se questo è un uomo", "Il fu Mattia Pascal".

 CHIARA: Un augurio agli aspiranti scrittori 

 ALESSANDRO: Sarebbe un augurio a me stesso, praticamente. Bene: "mi auguro che un giorno sarò in grado di scrivere un libro che mi faccia sentire un vero Scrittore".

 CHIARA: Questo piccolo libro è proprio il tuo autoritratto?

 ALESSANDRO: Forse solo una bozza. Anche perché continuo a scrivere pensieri e aforismi con cadenza settimanale o mensile, e ognuno di essi è una nuova pennellata che completa l'autoritratto iniziato qualche anno fa.

 CHIARA: Dei tuoi aforismi o pensieri in quali ti specchi di più in questo periodo? 

 ALESSANDRO: Chi ama l'Arte non è mai solo".

 CHIARA: Come mai ti sei distaccato così tanto rispetto alla tua prima pubblicazione come genere?

 ALESSANDRO:  Il mio genere preferito è e rimarrà il thriller psicologico, ma amo anche variare, e molte volte mi capita di abbandonare il romanzo e di dedicarmi ad altro. Scrivo ciò che mi fa stare bene, ciò di cui ho bisogno

 CHIARA: In quale delle tematiche affrontate ti rispecchi di più?

 ALESSANDRO:Amore, Arte e Dolore. Ho bisogno di queste per vivere.

 CHIARA: Ci saranno altri libri prossimamente? 

 ALESSANDRO: Ho appena terminato un nuovo romanzo e sto ultimando un racconto del genere dark fantasy. Se tutto va come deve andare, verranno pubblicati entrambi nel 2021.

 Ed eccoci giunti al termine di questa nuova intervista. Ringrazio il gentilissimo autore per avermi dedicato del tempo e per aver trovato uno spazzietto per me. E’ davvero meraviglioso quando hai la possibilità di fare 4 chiacchiere e conoscere la storia delle persone. Alla prossima avventura. Kicca

lunedì 9 novembre 2020

Autoritratto

Hello carissimi amici. Come state? Io bene dai Non c’è abbastanza tempo per fare tutto quello che uno vorrebbe fare nell’arco della giornata. Tutte le volte che lo realizzo penso sempre che la durata della giornata dovrebbe essere minimo di 48 ore. In questo periodo sto leggendo parecchio e mi sono accorta che purtroppo non riesco a stare dietro a tutto. Non riesco a stare al passo tra aggiornamenti del blog e la quantità delle letture che faccio. Il mio obiettivo delle letture per quest’anno era di 60 libri. Secondo voi a che punto sono? Intanto vi lascio una recensione che penso possa aiutare in questo periodo e soprattutto possa… Buona lettura. 

TITOLO: Autoritratto 

AUTORE: Alessandro Petrelli 

EDITORE: Giuliano Ladolfi Editore 

NUMERO PAGINE: 114 

PREZZO: 12,00 € cartaceo

 VOTO: 4/5 

 COMMENTO PERSONALE: Ringrazio in primo luogo il gentilissimo autore per avermi fatto conoscere questa sua nuova opera. Ammetto che sia la seconda collaborazione con lui. Sono rimasta particolarmente sconvolta rispetto al suo modo di operare. Il voto probabilmente è dettato dal fatto che mi aspettassi qualcosina di più e quest’ultimo fosse molto breve. Ma è giusto così. Infatti autoritratto è una raccolta di pensieri e di aforismi. Quello che mi ha colpita molto è l’organizzazione. Il tutto viene raggruppato secondo le tematiche d’amore, sulla società, sull’arte e il dolore. Chiaramente mette in evidenza il suo punto di vista rispetto alla realtà quotidiana ma anche al suo modo di vivere la realtà. Spesso mi domando come sia possibile “giudicare” il modo di scrivere degli autori. Sinceramente la mia risposta è che impossibile e che cerco sempre di essere il più oggettiva possibile. Una raccolta nella quale la maggior parte di noi si può rispecchiare sicuramente, condividendo nella totalità le parole di Alessandro oppure andandogli contro. In questo periodo io mi sento molto romantica e siccome mi ha particolarmente colpita il suo modo di parlarne ne condivido con voi una piccolissima parte: “ La guardava nello stesso modo in cui si guarda un tramonto, un panorama, un aereo quando si è bambini. E’ come se all’improvviso tutti i quadri, tutte le canzoni e tutte le poesie parlassero di lei.” Mi piace questa immagine del tramonto e così potete assaporare lo stile di scrittura di Alessandro. Ve lo consiglio. Da leggere a piccole dosi. Ed eccoci qua, giunti al termine di una nuova avventura. Ringrazio ancora Alessandro per avermi mandato una copia della sua opera e che dire? Vi aspetto alla prossima avventura. Kicca

sabato 7 novembre 2020

Hi/lo: Body Electricity

Ciao a tutti carissimi amici. Come state? Io abbastanza bene dai, non mi posso affatto lamentare. Voi che cosa mi raccontate di bello? Io che ne ho da fare tremila e ne voglio fare sempre troppe. In questo periodo sto riportando le recensioni che non ho fatto in tempo a postare nel mese d’ottobre perché non ho fatto in tempo. Quella di oggi invece sarà una delle prime letture che ho fatto durante questo mese. 

Non mi resta dunque che augurarvi buona lettura. 

TITOLO: Hi/lo “Body Electricity” 

AUTORE: Pocci Poccetta 

EDITORE: Shockdom 

NUMERO PAGINE: 64 

PREZZO: 8,00 € cartaceo; 4,00 € ebook 

VOTO: 4/5 

 COMMENTO PERSONALE: Questo fumetto lo presi qualche anno fa al Lucca comics. Siccome volevo staccare la testa dai libri per un istante ho deciso di dare una possibilità a questo fumetto e questa autrice che non avevo né mai letto né sentito. Il mio voto è dovuto essenzialmente a due fattori essenziali: in primo luogo la brevità della storia che dovrebbe essere stata approfondita; in secondo luogo in un certo senso l’aver affrontato qualche cosa con un po' di superficialità. Ma questi sono meri pareri e sono decisa a proseguire la lettura perché il messaggio che ci sta dietro è davvero importante. I due protagonisti della storia sono due adolescenti: Noemi e Kai. Oserei definire che questi due siano uno l’opposto dell’altra. Noemi mi assomiglia molto come carattere: sensibile, emotiva…Kai decisamente no! Una sera succede che il destino ai due giochi un brutto scherzo e… si ritrovino l’uno nel corpo dell’altra! Dunque dovranno adattarsi e far sì che anche tutti gli amici non si accorgano delle differenze ma sarà un viaggio anche alla scoperta dell’altro sesso. Ecco che qui si sviluppa il famoso detto: “Vorrei che ti ritrovassi nei miei panni, che capissi per davvero che cosa voglia dire essere me…” Lo consiglio comunque a tutti e sono davvero curiosa di scoprire come si concluderà. Ed eccoci qua, giunti al termine di una nuova avventura. Grazie davvero di cuore per chiunque sia arrivato alla fine della lettura, leggendo qualche delirio di una ragazza. Alla prossima avventura. Kicca.

Andrea Bes

Hello carissimi amici. Come state? Io abbastanza bene dai, non mi lamento. Il tempo sembra non essere mai dalla propria parte. In questo per...