martedì 18 febbraio 2020

Remo Valitutto


Salve a tutti carissimi amici lettori. Come state? Io insomma, ma purtroppo il proprio stato del cuore non può essere modificato. Le incomprensioni e i problemi ci sono in ogni tempo e luogo purtroppo. Ma spesso e volentieri mi domando come sia possibile che qualcuno per essere ascoltato debba sempre alzare il tono della voce. Altrimenti il muro. Il vuoto. Scusate questo piccolo sfogo personale e veniamo a noi. Oggi sono qua per presentarvi un nuovo autore: si tratta di Remo Valitutto. Lo ringrazio sin da principio e per voi spero di regalarvi un po' di tranquillità. Non mi resta che augurarvi quindi… Buona lettura!
BIOGRAFIA: Remo Valitutto fa il suo esordio letterario con la raccolta di poesie Frammenti d’inferno, che è finalista al Premio Internazionale di poesia Alfonso Gatto e al Premio nazionale di poesia Leandro Polverini, edizioni 2011. Il mio mondo è la sua seconda silloge. L’opera vince il Premio Letterario Nuove Lettere 2013 e riceve il Premio Speciale città di Bellizzi 2014. Il mio mondo si aggiudica anche il marchio micro-editoria di qualità nel novembre 2014. È scrittore di novelle piccanti per Eros cultura dal 2015, Sessione di nudo e Il mio migliore amico vol. I, vol.II e III. Cura una
rubrica di interviste per Pj magazine e collabora per Blasting news Italia. Follia 2.0
(Sacco Arduino editore) è il suo primo romanzo in formato cartaceo. Ha preso parte
come figurazione speciale al colossal Wonder Woman, di Patty Jenkins, uscito in tut-
to il mondo il 3 giugno 2017.

Adesso… via con le domande e le curiosità.
CHIARA: Da quanto tempo scrivi?

REMO: Scrivo da quando avevo 19 anni. Come ogni folle passione, quella della scrittura è nata all'improvviso in un momento molto difficile della mia vita. Mi sono svegliato una notte e ho iniziato a scrivere poesie. Tutti quei versi sono confluiti nella mia prima raccolta, Frammenti di inferno. È stato un atto liberatorio. Sono rinato e da questa rinascita emotiva, sono nati i versi della mia seconda silloge poetica, Il mio mondo. Un inno alla vita e alla spensieratezza.

CHIARA: Perché hai deciso di scrivere un romanzo erotico e non un altro genere?

REMO: Non ho deciso di scrivere un romanzo erotico. Non è stata una scelta premeditata o ragionata. Ero in metro a Roma, a qualche fermata dalla stazione Tiburtina, quando sono stato rapito da un'immagine per me inedita. Avevo 20/21 anni. C'era un giovane militare che parlava in maniera fitta con una signora di almeno 20/25 anni più grande. All'inizio, credevo fossero madre e figlio. Poi, a certo punto, la donna ha compiuto un gesto davvero imprevisto. Ha dato un bacio sul gomito al ragazzo. Mi sbagliavo. In quel bacio ho letto tanto coraggio e tanta voglia di giovinezza. È un'immagine che ho fermato nella mente. Poi, sono successi altri episodi che mi hanno indotto a scrivere questa storia. La viziatrice racconta questo bisogno costante di giovinezza che hanno alcune donne. Un'urgenza emotiva che volevo raccontare senza  esprimere giudizi di alcuna natura.

CHIARA: Volevi pubblicare un libro?

REMO: Una volta che ho terminato di scriverlo. Ho iniziato a spedirlo in maniera selvaggia a tutti gli editori (piccoli, grandi, medi). Non mi hanno risposto in maniera diretta. Sono stato contattato da due agenzie letterarie, ma alla fine non abbiamo trovato un accordo. Così l'ho riposto nel cassetto. A intermittenza regolare, però, lo estraevo e ci lavoravo. Dopo varie riscritture, ho ripreso a inviarlo, questa volta non a tutte le case editrici, ma solo a quelle delle quali sono un accanito lettore. Mi hanno risposto solo per posta ordinaria Adelphi, Sellerio e Libromania via mail. "No grazie" per sintetizzare. L'ho proposto al mio editore, Eroscultura, qualche tempo, e anche Daniele Aiolfi mi ha detto no. Troppo difficile far digerire al lettore lo stile. Perché lo stile de "La viziatrice" è davvero particolare. Tutti i personaggi parlano, esprimono il loro punto di vista. Volevo creare la sensazione di un vortice linguistico ed emotivo. Ero davvero arrabbiato dopo il no di Daniele. Volevo mandare tutti affanc****. Non l'ho fatto. Ho ripreso il romanzo, l'ho riletto. Finalmente ho capito cosa non funzionasse. Le voci erano tutte uguali. Così, ho fatto una cosa molto semplice. Sono andato alla sezione civile del tribunale di Salerno, e ho ascoltato delle udienze. Mi sono reso conto che gli avvocati tendono a utilizzare molti avverbi di modo. Questo è stato il nuovo punto di partenza, in questa nuova fase di riscrittura. Attribuire a ogni voce una coerenza semantica.Uno studente universitario non parla certo come il ragazzo del mercato. Dopo un anno, l'ho riproposto al mio editore e  mi ha risposto "yesss", entusiasta.

CHIARA:Quanto ti influenza il giudizio altrui sulle tue opere?

REMO: Quando scrivo non tengo affatto conto del giudizio degli altri. Cerco di essere fedele alla storia che voglio raccontare.

CHIARA: Un augurio per gli aspiranti scrittori

REMO: Per tutti gli aspiranti scrittori, l'augurio più onesto è quello di avere pazienza. Se avete un'idea forte o magari l'urgenza di raccontare una storia, prendetevi tutto il tempo necessario per scriverla. E prima di inviarla a qualche editore, fatela leggera a qualcuno che di lettura se ne intende per avere un giudizio privo di implicazioni affettive. 
Ma soprattutto dovete crederci davvero nella storia che state raccontando. È l'unico modo per far sì che ciò avvenga, è raccontare qualcosa di profondamente autentico, fregandosene del giudizio degli altri.

CHIARA: Come mai proprio viziatrice come titolo?

REMO:  Il titolo è nato in maniera spontanea. Non trovavo un termine per collocare semanticamente la signora che stava con il giovane militare. Termini come milf, ninfomane, mi sembrano offensivi, intrisi di becero maschilismo. Così, ho iniziato a considerare tutte quelle signore che hanno un debole per i ragazzi più giovani come delle "viziatrici". Viziatrice è sensuale. Positivo. Non esprime un'accezione negativa. Trovo ridicolo giudicare negativamente le donne che vivono la propria sessualità in maniera più sfrontata. Siamo nel 2020.

CHIARA: Come ti è venuta in mente l'idea di una moglie che tradisce?

REMO: In un mondo tenacemente maschilista, mi piaceva l'idea di raccontare la storia di una donna che tradisce ripetutamente il marito senza provare sensi di colpa. Per certi versi, mi è parso addirittura rivoluzionario. Anche le donne quando tradiscono si divertono.

CHIARA: Se tu dovessi essere un personaggio del tuo libro... chi sceglieresti? Perché?

REMO: Ho ripreso a studiare recitazione dopo molti anni. E mi è capitato di lavorare in film e serie TV come figurazione, figurazione speciale... Da futuro attore (spero), Giacomo è il personaggio più sorprendente perché imprevedibile. Apparentemente perfetto, ma con un lato oscuro... che vi spiazzerà.
Anche se non condivido per niente il suo modo di vivere (non di essere, preciso). Non amo l'ipocrisia. Anche se è, purtroppo, una costante ineludibile nella vita, tra le persone che incontriamo, finanche tra le persone che amiamo.


CHIARA: Il padre e il figlio condividono un segreto: come mai tenere all'oscuro Barbara?

REMO: Oltre a essere un viaggio nell'eros, La viziatrice rappresenta uno spaccato delle famiglia contemporanea in cui sono ribaltati i ruoli dei genitori. Giacomo è un padre molto più complice dei figli rispetto a Barbara. I padri di oggi non rappresentano più la parte autorevole. Infatti, sempre più spesso sono le madri a dare regole ai propri figli.


CHIARA: Ci saranno altre opere prossimamente?

REMO: Sto lavorando a due differenti progetti editoriali. Schegge è una raccolta di racconti a tematica sociale. La dicotomia su cui si basa ogni racconto è quella di vittima/carnefice. Però, questa volta i ruoli saranno ribaltati (non posso aggiungere altro). Sto lavorando anche al mio nuovo romanzo. Thriller, se devo indicare un genere. Ma è un viaggio nell'intima essenza del male. E mi piacerebbe portare in giro "La viziatrice". È un libro che voglio portare a un pubblico sempre più ampio. Magari, mi piacerebbe proporlo a qualche produttore cinematografico. È una storia di libertà. Consapevolezza. Indipendenza. Ma soprattutto, una storia che porta in sè un messaggio importante. Mai discriminare una donna per le sue scelte sessuali, anche se sono audaci.

Ed eccoci qua, giunti al termine di questa chiaccherata. Ringrazio ancora l’autore per avermi permesso di fare quattro chiacchere con lui e per avermi dedicato del tempo prezioso.

Alla prossima avventura.




Kicca.


giovedì 13 febbraio 2020

La viziatrice

Salve a tutti carissimi amici lettori. Come state? Io abbastanza bene dai, non c’è male. Dalla prossima settimana si torna nuovamente alla routine di disperazione. Voi che cosa farete di bello per questo San Valentino? Io penso di stare un po' con il mio ragazzo e poi ovviamente immergersi nello studio. Sto cercando di portare a termine il progetto PCTO per l’esame orale di giugno e ho in mente un progetto per la scuola. Poi vi racconterò meglio.
Intanto buona lettura
TITOLO: La viziatrice
AUTORE: Remo Valitutto
EDITORE: Eros Cultura
NUMERO PAGINE: 166
PREZZO: 11 cartaceo; 3 kindle
VOTO: 3/5
TRAMA: Spiaggia di Salerno, una calda giornata di primavera che invoglia al primo sole, Barbara, una stimata avvocatessa, si rilassa ma viene rapita da una conturbante visione: due ragazzi che giocano a pallone con virile esuberanza. Con lo sguardo inizia ad accarezzare i loro corpi prestanti e all’improvviso esplode il desiderio di trascinare nel vizio quei corpi maschi e acerbi, una trasgressione folle per una donna fino a quel momento fedele al suo Giacomuccio, come lei chiama il marito. Non è facile però lasciarsi andare. Dubbi, remore, paure. Ma la voglia aumenta, dilaga. In molte donne sonnecchia la voglia di insegnare il sesso a chi si affaccia alla vita e di respirare quella gioventù che comincia a svanire. Da brava donna del Sud, è pervasa dai sensi di colpa e superarli le costa fatica, ma il richiamo del piacere sovrasta tutto e tutti e sarà eccitante per voi che lo leggerete, scoprire le sue numerose avventure erotiche, atte a viziare al sesso questi giovani maschi bellissimi ma ancora inesperti. Nel frattempo, vuoi vedere che anche il bravo Giacomuccio ha un vizio? Per scoprirlo, dovrete attendere la fine del romanzo. ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO.



COMMENTO PERSONALE: L’autore mi ha gentilmente omaggiato di questo libro. Come ho già spiegato al medesimo prima di pubblicare la recensione il voto è dovuto a due caratteristiche che a me hanno turbato e non poco: la prima riguarda il continuo passaggio dei punti di vista dei personaggi, i quali parlano o in prima o in terza persona; la seconda riguarda il linguaggio utilizzato nella descrizione del piacere di fare sesso e i desideri più reconditi di una donna. Ho apprezzato molto però il fatto che la signora in questione fosse una moglie, che è parecchio attaccata all’etichetta e fa da brava moglie. Ma quello che mi ha colpita sta nel fatto di essere una vera e propria dominatrice. Il suo piacere comincia su una spiaggia, quando vede due ragazzi a dorso nudo, con gli addominali scolpiti al massimo. E vengono definiti due veri e propri Adoni. Ma anche il marito si può dire che non sia da meno e infatti… (meglio che taccia e vi lasci scoprire). Sicuramente lo consiglio a ragazze che abbiano almeno la mi età o donne che vogliono riscoprire il vero piacere.
Alla prossima avventura.







Kicca.

giovedì 6 febbraio 2020

Il confine del futuro

Salve a tutti carissimi amici lettori. Come state? Scusate se non sarò molto presente sul web in questi mesi ma devo assolutamente impegnarmi per affrontare la maturità. Purtroppo matematica non sono riuscita nel recupero e quindi dovrò metterci tutto l’impegno del mondo. Per uscire da questa scuola. Poi un ulteriore problema: il futuro universitario. Non vorrei però tediarvi troppo con i miei discorsi. Oggi dopo parecchio tempo torno con una nuova recensione: un libro che mi è stato consigliato dalla mia professoressa di storia e filosofia.
Buona lettura.
TITOLO: Il confine del futuro
AUTORE: Francesca Rossi
EDITORE: Feltrinelli
NUMERO PAGINE: 118 + 6 di bibliografia
PREZZO: 15€ cartaceo; 10€ kindle
VOTO: 5/5
TRAMA: L'intelligenza artificiale è ancora in una fase di incubazione. Qualche esemplare fa già parte della nostra vita, come il navigatore satellitare o la pubblicità personalizzata sul web. Altre tecnologie arriveranno presto a cambiare il nostro mondo. Per esempio, il machine learning e la macchina a guida autonoma. Di queste tecnologie, appena sconfinate dalla fantascienza alla scienza, si occupa Francesca Rossi al T.J. Watson Research Center di Ibm a New York. Che cosa significa trovarsi al fronte del progresso scientifico? Rossi racconta dall'interno del laboratorio le sfide del ricercatore di ia e spiega che oggi non consistono solo nel potenziamento delle capacità di questa nuova tecnologia, ma anche nel massimo beneficio possibile per la società e dunque nello studio delle implicazioni etiche di questa straordinaria rivoluzione. Quando si tratta di intelligenza artificiale, la nozione di "intelligenza" non è poi così lontana da quella che usiamo nel linguaggio di tutti i giorni e indica la capacità di prendere decisioni, di pianificare e di fare inferenze. "Per poterci fidare dell'ia, allora, è importante che essa segua i nostri stessi principi etici e valori morali e che abbia compreso perfettamente qual è il problema che deve risolvere. Dato che molte tecniche di ia si basano in modo fondamentale su grandi quantità di dati personali e le aziende devono essere responsabili e trasparenti." Rossi, recentemente incaricata dalla Commissione Europea di guidare il gruppo di ricerca che sovrintende alla diffusione dell'ia, racconta la storia di questa rivoluzione epocale e ci guida fino alle scoperte più recenti, portandoci sino al confine del futuro, che finalmente diventa immaginabile.



COMMENTO PERSONALE: Nel nostro mondo siamo immersi nel paradigma tecnocratico. Già numerosi filosofi come Hannah Arendt, Martin Heiddeger e Hans Jonas ce lo avevano preannunciato. La tecnica ha cambiato il proprio segno e il proprio valore. L’intelligenza artificiale oggi è sicuramente all’ordine del giorno. Ho letto questo libro poiché mi sentivo parecchio ignorante e da sempre sono titubante e ho paura che le macchine prima o poi supereranno l’uomo. Ma grazie a questa piccola ma intensa lettura ho capito che dipende dal tipo di approccio che abbiamo nei confronti di tali macchine e la relazione tra uomo e macchina potrebbe portare a determinati vantaggi. Ma al contempo gli svantaggi non sono così pochi. Il linguaggio utilizzato dall’autrice è semplificato ( come viene spesso detto da lei all’interno dello stesso testo) ma l’ idea che sta dietro alle macchine e il metodo mediante il quale esse imparano( il machine learning) è chiaro ed evidente agli occhi di tutti. Con questo testo nella libreria puoi anche ipotizzare un futuro. Ma talvolta la nostra immaginazione è già nel medesimo futuro immaginato poiché la tecnica e le macchine riescono ad avanzare con velocità esponenziale. Consiglio davvero a tutti quanti la lettura di questo testo che può offrire dei nuovi orizzonti ed aiutarci a realizzare come sia la realtà che ci circonda. Magari persino poter affrontare problemi a livello internazionale come il cambiamento climatico.
Alla prossima avventura.


Kicca

venerdì 24 gennaio 2020

Quel bacio sotto il vischio


Salve a tutti carissimi amici del web. Come state? Io abbastanza bene dai lo ammetto. Prossimamente scusate se sarò un filino più assente ma ci saranno da affrontare dei cambiamenti e compiere delle scelte importanti. Devo dire che sono piuttosto soddisfatta dei cambiamenti apportati sino ad ora alla pagina. Sono contenta che piano piano si stia facendo un percorso di crescita. Talvolta mi piacerebbe che ci fosse più comunicazione e scambio di idee. Detto ciò vorrei parlarvi di una nuova novella scoperta da poco.
Buona lettura.
TITOLO: Quel bacio sotto il vischio
AUTORE: Irene Le Gentil
EDITORE: Self-publishing
NUMERO PAGINE: 85
PREZZO: 4 cartaceo; gratuito su kindle
VOTO: 5/5
TRAMAEliza Carter non crede nell'amore, o nel Natale. Quando si vede costretta a vendere la sua amata libreria alla catena Books&Love il mondo le crolla addosso. È pronta a ricominciare da zero ma una serie di incontri le impediranno di dimenticare il passato.
Il suo cammino si incrocia con quello di John Davis, impiegato della Books&Love, incontrato mesi prima in una notte che sembra ormai un sogno e conclusasi disastrosamente.
A complicare il tutto c’è il ritorno di Stephen, ex di Eliza, che non riesce a rassegnarsi alla fine della relazione.
Eliza dovrà imparare ad accettare il passato e vivere la sua vita, ma riuscirà ad affrontare i suoi demoni e insicurezze?
La magia del Natale funzionerà?


COMMENTO PERSONALE: Questa novella mi è saltata all’occhio quando sono riuscita a riprendere il kindle in mano. Siccome prediligo i cartacei ho rimandato un po'. Ma ciò che mi ha colpita sin da subito è stato il titolo. Così mi sono immersa nel mondo creato dall’autrice scoprendo una chicca. Il linguaggio utilizzato da Irene è semplice e fluido. L’atmosfera che si crea durante la lettura è piacevole, calda e accogliente. Sono davvero contentissima di averla scoperta. Non avevo mai letto nulla dei suoi libri in precedenza. Ma ora addentriamoci nel vivo del libro. Ho amato sicuramente sin da subito la giovane Eliza poiché proprio come me è amante dei libri ed ha un carattere non così semplice. Mi sono domandata spesso il perché e in lei mi ci rispecchio tantissimo. La scrittrice in diversi punti dell’opera riesce ad evidenziare dei sentimenti comuni con un’ironia pazzesca. Ad esempio quando deve assolutamente vendere la propria libreria per poter tirare avanti, oppure quando compare dal nulla il suo ex. Anche il protagonista maschile mi ha molto affascinata.  La narrazione del libro si svolge nei giorni che precedono la Vigilia di Natale. Mi ha colpito anche la migliore amica della protagonista con i comportamenti opposti rispetto ai suoi. Una novella davvero dolce e frizzante al tempo stesso. La consiglio davvero a tutti, sia agli adulti che ai ragazzi.

Ed eccoci anche questa volta giunti in fondo ad una bella chiaccherata. Mi auguro di migliorare sempre più e di farvi scoprire sempre nuovi autori che meritano davvero.
Alla prossima avventura.


Kicca

martedì 21 gennaio 2020

Adriano Mascarino

Hello my dear readers. Come state? Io insomma, ma si tira comunque avanti. Voi che cosa raccontate di bello? Io che finalmente sono uscite le pagelle e come era previsto il debito in matematica e fisica. Ma non demordo per nulla al mondo. Voi che cosa state leggendo di bello in questo periodo? Io moltissime cose e sono davvero contenta. Per una volta sto mantenendo il mio buon proposito. Allora oggi sono qua per presentarvi un autore: si tratta di Adriano Mascarino.
Buona lettura a tutti voi, nella speranza di farvi passare un po' di tempo a rilassarvi.

BIOGRAFIA: ADRIANO MASCARINO è nato nel 1993 in provincia di  Bergamo.
Ha svolto gli studi universitari nella città di Pavia, dove si è laureato in Scienze Naturali. 
Atleta agonista di canottaggio, è stato campione italiano nel 2014, nel 2015 è stato premiato con la medaglia di bronzo al valore atletico del Comitato olimpico nazionale italiano. Nel 2017, dopo la laurea ha cominciato a lavorare come insegnate di matematica e scienze nella scuola secondaria di primo grado. Nello stesso anno è divenuto consigliere comunale di maggioranza nel comune di Sovere.
Nonostante gli studi scientifici ha da sempre nutrito uno spiccato interesse per la letteratura, per la storia e per il genere fantasy. La Morte Oscura è il suo romanzo d’esordio. Le sue giornate sono una continua lotta tra il desiderio e la necessità interiore di scrivere dando voce a tanti pensieri, la gioia e la bellezza di crescere donando tutto ciò che ha ai suoi studenti e la sfrenata passione per lo sport.



E adesso… via con le domande!


CHIARA: Da quanto tempo scrivi?

ADRIANO: Scrivo da circa nove anni, ho iniziato in quarta superiore.

CHIARA: Come mai la storia è una tua passione? Cosa ti affascina?

ADRIANO: Non saprei dire perché, ma la storia mi ha sempre attratto, non è l’unica materia, in realtà, tante altre mi risultano interessanti e mi piacerebbe riprenderle; diciamo che della storia mi piace scoprire i cambiamenti che la mentalità umana ha compiuto o non ha compiuto nei secoli. Inoltre, quando si esamina la storia si considera il tronco, la via principale che ha influito sul mondo, tutto il resto, i rami e così via è lasciato all’immaginazione.

CHIARA: Ti saresti mai aspettato di pubblicare un libro?

ADRIANO: A dire il vero no. Non avevo mai scritto nulla a parte i temi in classe prima di iniziare questo romanzo; non avevo idea né di come si scrivesse un libro né tanto meno di come lo si pubblicasse, ho iniziato tanto per provare e da lì in avanti sono stato trasportato da un fiume di avvenimenti e piccoli traguardi che mi hanno portato fino all’insperata pubblicazione.

CHIARA: Come è nata la collaborazione con la bookroad? Ti ci trovi bene?

ADRIANO: Anche in questo caso non è stato un fatto cercato; io avevo pubblicato il mio romanzo con un’altra casa editrice, la redazione di Leone editore ha trovato e apprezzato il mio libro, mi ha contattato e mi ha avvicinato alla bookroad. Diciamo che il mondo dell’editoria al giorno d’oggi è davvero difficile, le case editrici più rinomate devono accertarsi di guadagnare e si lanciano solo su autori sicuri (allenatori di calcio, gente famosa ecc), quelle più piccole ti chiedono contributi economici più o meno importanti per pubblicarti perché anch’esse non vogliono correre rischi. Bookroad è una realtà un po’ diversa che ti obbliga a uscire allo scoperto, diciamo che cominciano a credere in te solo se vedono che ci sono altre persone che lo fanno; per ora mi sto trovando bene.

CHIARA: Un augurio per gli aspiranti scrittori.

ADRIANO: Al giorno d’oggi sono in tantissimi a definirsi scrittori; io preferisco definirmi un insegnante di matematica e scienze che nel tempo libero tenta di fare lo scrittore; l’augurio che posso fare a chi desidera intraprendere questa strada è provare piacere e gioia nello scrivere per se stesso, tutto il resto rischia di essere un’utopia, mentre se uno si diverte a scrivere, ad ogni pagina riempita d’inchiostro avrà guadagnato qualcosa.

CHIARA: Il titolo è sia macabro che esplicito. Da dove è nato?

ADRIANO: Difficile dirlo, quando scrivo la mia fantasia cavalca ben lontana dalla mia mente razionale, tanti me l’hanno contestato e probabilmente hanno ragione, ma il protagonista viene soprannominato così per come si muove e per come sa essere letale, non mi veniva in mente un titolo migliore.

CHIARA: Le descrizioni dei movimenti degli eserciti sono molto dettagliate e accurate. Come mai?

ADRIANO: Non so, forse perché ho letto decine di romanzi storici e fantasy, forse perché quando scrivo descrivo l’immagine che ha già preso forma nella mia mente, non devo inventare nulla, devo guardare e descrivere, perciò mi riesce facile descrivere degli eserciti che si spostano in maniera accurata, a tutti risulterebbe facile descrivere un film.

CHIARA: Se tu dovessi essere un personaggio del tuo romanzo chi saresti? Perché?

ADRIANO: È una domanda che mi hanno fatto decine di volte, la risposta scontata sarebbe dire Gurth, ma non sarebbe del tutto vera; credo ci sia qualcosa di me in ogni personaggio. Con Gurth sicuramente condivido la determinazione ma anche la cocciutaggine e il desiderio di perseguire un ideale con tutto me stesso.

CHIARA: Vorrei sapere se potessi svelare qualche cosa in più rispetto al passato di Sannan e il legame con Gurth.

ADRIANO: Il passato di Sannan non è differente da quello dei suoi commilitoni; è divenuto maestro dell’ordine grazie alle sue doti in battaglia e alla sua determinata volontà di essere giusto e attivo. La cicatrice sul volto è ciò che lo contraddistingue, non è soltanto una caratteristica fisica, è sinonimo di una completa dedizione alla causa, di un uomo che ha fatto delle battaglie la propria vita, che ha combattuto per tutta l’esistenza senza lasciare spazio ad altro che a questo. Non ha famiglia e non ha amici all’infuori dell’ordine. Il rapporto con Gurth meriterebbe pagine e pagine di spiegazione, proverò a riassumerlo in un breve concetto: Gurth è una testa calda, è forte, spietato, un guerriero ineccepibile, però è giovane; trovo meraviglioso come in poche battute lui capisca di potersi non solo fidare, ma anche affidare a Sannan, il posto che era stato di Kerl viene, almeno per qualche pagina, ripreso e portato a compimento da Sannan, la sua determinazione non è priva di saggezza e Gurth impara da lui cosa vuol dire essere responsabile di altri uomini, di un esercito.

CHIARA: Ci saranno altri libri prossimamente?

ADRIANO. Ho già pubblicato il secondo capitolo che si intitola “La Sfera di Kalebs”. Attualmente dovrebbe essere del tutto o quasi fuori commercio in attesa di una nuova pubblicazione con bookroad, ma ci vorrà ancora un po’ di tempo, nel frattempo sto lavorando a un terzo libro che spero possa uscire a breve e che sarà di un genere completamente diverso, un esperimento al quale tengo molto.

Ed eccoci anche questa volta giunti al termine di questa chiaccherata. Ringrazio davvero di cuore l’autore per il tempo che mi ha dedicato nonostante la routine.
Alla prossima avventura.



Kicca

domenica 19 gennaio 2020

La morte oscura

Hello carissimi amici lettori e autori. Come state? Oggi finalmente a scuola mia si è concluso il quadrimestre. Domani comincerà il secondo anche se verrà interrotto questo giovedì per la settimana di recupero. Come al solito le materie che dovrò recuperare sono matematica e fisica e non so se ci sarà dell'altro ( sinceramente mi auguro di no).  Stiamo viaggiando da stamani mattina per tornare a casa. Si spera di arrivare prossimamente.
Finalmente quest'oggi vi presento un libro che cito ormai da due mesi a questa parte.
Buona lettura.



TITOLO: La morte oscura

AUTORE: Adriano Mascarino

EDITORE: Bookroad ( Leone Editore)

NUMERO PAGINE: 442

PREZZO: 14,90€ cartaceo; 7€ ebook

VOTO: 5/5

TRAMA: In un regno devastato dalla malvagità del sovrano, salito al trono con un inganno ai danni del legittimo successore, una strana profezia prevede che un ragazzo dagli occhi di ghiaccio riuscirà a ristabilire l’ordine e l’armonia.
Jesh è solo un bambino quando prende la decisione destinata a cambiargli la vita. Vuole essere in grado di difendersi, vuole combattere contro l’ingiustizia e la prepotenza. Quando però il suo maestro gli muore tra le braccia, ucciso dai soldati del re, la vendetta diventa la sua unica ragione di vita, e col soprannome di «Morte oscura» il ragazzo diviene un guerriero misterioso, inafferrabile e considerato immortale.

COMMENTO PERSONALE: In primo luogo ringrazio l'autore per avermi dato la possibilità di leggere questo piccolo tesoro. È il secondo romanzo storico che mi è capitato tra le mani e posso assicurare che ne sono rimasta piacevolmente sorpresa. L'unica cosa che mi ha rallentato nella lettura forse è la lunghezza dei capitoli ( in media una ventina di pagine).
Il linguaggio che utilizza lo scrittore è veramente chiaro e semplice.
Forse all'inizio ho trovato faticoso ambientarmi nel mondo descritto per la non abitudine. Le descrizioni sono dettagliate al punto tale che pare di essere presente in ogni battaglia e luogo descritto dall'autore. Sono entrata a contatto con un mondo del quale ignoravo praticamente l'esistenza: il mondo dei Mercenari e in modo più generale il campo militare. Il personaggio che più mi ha affascinata durante tutta la narrazione è sicuramente il piccolo Jesh, divenuto poi Gurth per finire con essere la Morte Oscura. Ovviamente dal titolo si può ben capire dove vada a parare questo romanzo. Un mondo che mi è parso così lontano dal nostro, nonostante spesso e volentieri si tratti di guerra.
La Morte Oscura è un personaggio che nonostante la sua impressionante abilità nel combattere riesce a creare empatia con il lettore. Misteriosa, criptica ha sofferto le pene dell'inferno. Sono solo gli avvenimenti del passato ad averlo reso così, come è ora. Apparentemente insensibile, priva di cuore, gelo puro nello strappare la vita agli altri guerrieri l'unica persona in grado di farlo cambiare è Toe, l'unica mercenaria che però è anche principessa.
Gurth ei innamora di lei e tra le varie pause dalla battaglia si possono vedere i due piccioncini in intimità tra loro. L'altro aspetto che mi ha colpita molto è la solidarietà dei mercenari e dei soldati in genere nei confronti del compagno. Si può osservare bene nella descrizione delle battaglie e nelle tecniche utilizzate per il combattimento. Concludo dicendo che ho ancora la pelle d'oca al pensiero delle spade che si scontrano l'una con l'altra, riproducendo un suono metallico minaccioso. Consiglio questo libro a tutti, in particolare a chiunque sia amante delle guerre e non sia debole di cuore ( lo spargimento di cuore è all'ordine del capitolo).
Buona serata a tutti voi.
Ci si aggiorna.
Alla prossima avventura.


Kicca


giovedì 16 gennaio 2020

La verità sul caso dI Sara Lane

Salve a tutti carissimi amici del web. Come state? Io ok dai non mi lamento. Sto andando avanti con le letture con calma. In questo periodo ho già due letture avviate e ne devo avviare di sicuro altre due. In questa settimana scenderò giù dalla mia nonna per stare con lei due giorni. Il tempo di celebrare l’anniversario della morte di mio nonno e poi tornare qua. Mi auguro in quei due giorni di finire qualche cosa. Detto ciò vi lascio questa nuova recensione. Spero vi faccia passare un momento di relax.
Buona lettura
TITOLO: La verità sul caso di Sara Lane
AUTORE: Jago Lay
EDITORE: Self publishing
NUMERO PAGINE: 170
PREZZO: 5 ebook
VOTO: 4/5
TRAMA: La verità sul caso Sara Lane, primo volume di una trilogia, racconta la storia di Cody, un ragazzino di undici anni, che si trasferisce con la mamma a Mouthdale, una piccola cittadina. Ben presto si troverà a indagare sulla scomparsa di una giovane donna avvenuta dieci anni prima in circostanze misteriose e si renderà conto che spesso la verità è molto più complessa di come appare a prima vista.



COMMENTO PERSONALE: Ringrazio in primo luogo l’autore che mi ha dato la possibilità di leggere questo libro. Un libro giallo per i ragazzi, ideale per chi non ha mai letto nulla del genere e si vuole avvicinare con molta calma a quest’ultimo. Mi ha molto colpito la tematica che ha deciso di affrontare l’autore: la ricerca della verità. Spesso e volentieri siamo convinti delle nostre posizioni, ma arrivare affondo e scoprire realmente i fatti non è cosa facile. Il protagonista della storia del racconto è Cody, che avendo solamente undici anni è molto curioso e viene affasci nato sin da subito da una storia: dieci anni prima in circostanze misteriose sparì una donna di nome Sara Lane. Il piccolo è rimasto stupito di come le persone non volessero saperne affatto dell’argomento oppure facessero finta di nulla. Sin da subito fa amicizia con altri ragazzini che lo aiuteranno nella risoluzione del mistero. Quando ero convinta di aver capito tutto del caso che questo ragazzino doveva risolvere, grazie agli indizi lasciati da qualche altra figura all’interno dello stesso libro, mi è crollato il mondo addosso. Infatti in questi spazi la tensione della storia saliva alle stelle poiché sono stati fatti spesso degli attentati. Il libro mi ha insegnato che le persone che apparentemente sono più credibili, presumibilmente saranno poi quelle che vi deluderanno di più. Voi di chi vi fidate? Come fate a capire se una persona meriti o meno la vostra fiducia? A colpo d’occhio si dovrebbe capire… ma a volte non è così. Invito tutti quanti, sia grandi che piccini, alla lettura di questo libro. Spero con tutta me stessa che si abbia in un futuro un seguito. Vi saluto con un invito: non siate ciechi, approfondite e scoprite proprio come ha fatto Cody.
Alla prossima avventura.


Kicca.

Remo Valitutto

Salve a tutti carissimi amici lettori. Come state? Io insomma, ma purtroppo il proprio stato del cuore non può essere modificato. ...